
Mentre il marchio britannico guarda verso l'elettrificazione, la 420 Sport ne porta avanti l'eredità con una ricetta che mette ancora al centro il piacere di guida
Lorenzo Pollini· 19 Ottobre 2026
1 / 6Ci sono auto che provano ancora a ricordarci perché siamo innamorati di questo mondo e la Lotus Emira ne è la testimonial perfetta: una sportiva nata attorno al rapporto tra macchina e guidatore, espressione di una filosofia che ha fatto della leggerezza e della precisione dinamica il proprio manifesto. Oggi, mentre il marchio britannico guarda verso l'elettrificazione, la 420 Sport ne porta avanti l'eredità con una ricetta che mette ancora al centro il piacere di guida.
Questa particolare declinazione di Emira però porta questa filosofia ben oltre, intervenendo su peso, assetto e aerodinamica. Perché i cavalli impressionano, ma è il modo in cui un’auto reagisce quando la strada diventa un nastro di curve a rivelarne davvero il carattere.

Sotto il cofano lavora il quattro cilindri turbo da 2,0 litri, con 420 CV e 500 Nm, abbinato a un cambio a doppia frizione a otto rapporti che trasmette la potenza alle ruote posteriori. Lo 0-100 km/h in 3,9 secondi, lo 0-200 in 12,47 e la velocità massima di 300 km/h delineano prestazioni di tutto rispetto. Ma il carattere della Emira non si esaurisce nel motore e nei numeri. Il punto di partenza è la Lotus Sports Car Architecture: un telaio in alluminio estruso e incollato, secondo una filosofia costruttiva che richiama quella introdotta dalla Elise. La rigidezza torsionale dichiarata di 26.300 Nm/° non è soltanto un numero da scheda tecnica: una struttura che si deforma meno sotto carico permette di controllare con maggiore precisione il lavoro delle sospensioni, riducendo le variabili introdotte dalla flessione della scocca.
È come avere un coltello giapponese affilatissimo ma usarlo su un tagliere che si piega a ogni pressione: la lama serve a poco se poi la base non è all’altezza.
Su questa struttura Lotus adotta uno schema a doppio triangolo sovrapposto su entrambi gli assi, con componenti in alluminio forgiato. Una soluzione che consente di controllare con precisione la geometria delle ruote durante il movimento, cercando di mantenere lo pneumatico nella posizione più efficace rispetto all’asfalto. Il vantaggio non riguarda soltanto la precisione dello sterzo: si traduce nella ricerca di un comportamento più coerente nei trasferimenti di carico, negli appoggi prolungati e nei cambi di direzione rapidi.
Anche l’assetto è stato rivisto, con un’altezza da terra ridotta di 5 millimetri. Il Lightweight Handling Package aggiunge ammortizzatori Multimatic DSSV regolabili, scarico in titanio, batteria agli ioni di litio e portellone posteriore in fibra di carbonio, per un risparmio di peso dichiarato fino a 25 kg. Possono sembrare pochi, finché non devi convincerli a cambiare direzione alla curva successiva.

Il lavoro sulla 420 Sport ha coinvolto anche l’aerodinamica: con il Lightweight Handling Package, Lotus dichiara fino a 25 kg di deportanza aggiuntiva rispetto alla Emira Turbo di riferimento. Un intervento che completa il pacchetto tecnico – anche se, il suo effettivo valore, va sempre letto nel contesto delle condizioni in cui viene generata questa deportanza.
In Italia si parte da circa 133.500 euro: una cifra importante per una sportiva che guarda alla tradizione proprio mentre il settore cambia direzione. E in un mercato sempre più concentrato su display e funzioni digitali, la Emira 420 Sport difende un'idea diversa di progresso. Non perché la tecnologia sia un problema, ma perché su una sportiva dovrebbe essere il mezzo, non il fine. E se questa è davvero una delle ultime espressioni della filosofia Lotus tradizionale, vale la pena chiedersi che cosa rischiamo di perdere.
