
Le strade di montagna hanno una strana capacità di mettere le cose in ordine, nel caos quotidiano. Una curva dopo l’altra rimuovono tutto ciò che non serve e lasciano soltanto asfalto, volante e motore
Lorenzo Pollini · 04/09/2026 · 118 visualizzazioni
Le strade di montagna hanno una strana capacità di mettere le cose in ordine, nel caos quotidiano. Una curva dopo l’altra rimuovono tutto ciò che non serve e lasciano soltanto asfalto, volante e motore.
È anche per questo che Porsche ha deciso di dedicare proprio alle Alpi la sua ultima interpretazione della 911 GT3. Si chiama GT3 Bergsport, nasce dalla collaborazione tra Porsche Exclusive Manufaktur e i mercati di Svizzera, Francia, Italia e Austria e sarà prodotta in appena 100 esemplari, più o meno lo stesso numero dei matrimoni di Elizabeth Taylor.
La presentazione ufficiale avverrà il 4 settembre 2026 all’Arosa ClassicCar, in Svizzera. E non poteva esserci palcoscenico più appropriato: il percorso misura 7,3 chilometri, sale di 422 metri e mette sul piatto 76 curve. Praticamente un curriculum vitae per una GT3.
Partiamo dal colore, perché sarebbe piuttosto difficile ignorarlo. La Bergsport veste una nuova tonalità Valley green metallic, sviluppata esclusivamente per questo progetto: è un verde profondo, arricchito da particelle metalliche dorate che al sole ricordano la luce riflessa dalla neve delle montagne. Porsche lo descrive con la consueta poesia da comunicato stampa; noi ci limiteremo a dire che è un modo molto elegante per assicurarsi che nessuno la scambi per una 911 qualsiasi.

Il tema continua sui cerchi in alluminio, verniciati in Oro Bianco e Ceramica, dietro i quali spiccano le pinze freno arancioni. La stessa tonalità ritorna su diversi dettagli della vettura e richiama l’Alpenglow, la luce calda che colpisce le cime alpine all’alba e al tramonto.
Sul cofano compare invece una grafica racing ispirata alla Porsche 908 Bergspyder, mentre sul montante B trova posto il badge “GT3 Bergsport”. Dietro, sulla griglia del cofano motore, un secondo emblema riunisce i quattro colori della vettura e quattro cime alpine, rappresentative dei Paesi coinvolti nel progetto.
Per quanto sia facile perdersi nei dettagli estetici, sotto la vernice c’è qualcosa di decisamente più interessante: una 911 GT3 con pacchetto Touring.
La Bergsport utilizza il pacchetto di alleggerimento, con sedili avvolgenti in carbonio, e adotta una configurazione pensata espressamente per le strade dei passi alpini. Non esattamente il genere di specifica che si ordina pensando al tragitto casa-ufficio.

Il sistema di sollevamento dell’asse anteriore torna utile sulle rampe più cattive e sui fondi irregolari, mentre il serbatoio da 90 litri permette di affrontare lunghe giornate di guida senza dover interrompere continuamente la danza fra i tornanti per cercare un distributore.
E c’è persino spazio per i sedili posteriori. Una scelta sorprendentemente pratica per un’auto, almeno nelle intenzioni, perché probabilmente anche una come Viktoria Beckham avrebbe difficoltà ad avere spazio sufficiente lì dietro.
All’interno, la ricetta è la stessa: pelle Valleygreen, cuciture arancioni e dettagli che trasformano l’abitacolo in una sorta di cartolina alpina molto costosa, come le cuciture bianche e nere che riproducono stilizzate cime di montagne.

I sedili in carbonio sono impreziositi dalle scritte GT3 sui poggiatesta, mentre l’arancione compare sull’interruttore di accensione, sul pedale dell’acceleratore, sull’indicatore delle 12 sul volante e sullo schema del cambio manuale. Sì, avete letto bene: manuale. Probabilmente il dettaglio più interessante di tutta la Bergsport, soprattutto quando davanti avete un passo alpino, una serie di tornanti e nessuna intenzione di comportarvi bene.
