
Dimenticatevi per un momento downsizing, tre cilindri e assistenza elettrica utilizzata per salvare qualche grammo di CO₂
Lorenzo Pollini · 25/08/2026 · 6 visualizzazioni
Ci sono automobili che puoi ordinare, automobili che puoi permetterti e poi ci sono quelle che, semplicemente, Toyota decide se puoi avere. La GR GT appartiene all’ultima categoria. In Europa stiamo ancora aspettando di sapere quanto costerà e quando arriverà, mentre negli Stati Uniti il problema è già stato elegantemente risolto: è sold-out.
Il prezzo? Circa 220.000 dollari. Una cifra che, in condizioni normali, dovrebbe essere sufficiente a scoraggiare una discreta quantità di automobilisti. Non nel caso della GR GT. Toyota ha infatti selezionato direttamente i clienti ai quali concedere la possibilità di acquistarla, scegliendo appassionati che abbiano intenzione di guidarla e non collezionisti con il fiuto per l’asta facile. I fortunati saranno circa 250 e le prime consegne sono previste nel 2027.

Ma la cosa più interessante è che Toyota non ha semplicemente costruito una supercar molto costosa. Ha costruito una macchina da corsa con il minimo indispensabile per poter circolare su strada.
La GR GT nasce infatti insieme alla GR GT3, la versione destinata alle competizioni. E basta guardarla per capire quale delle due abbia avuto il sopravvento durante il progetto. Non è la classica automobile stradale trasformata in auto da corsa: è esattamente il contrario. Prima viene la pista, poi qualcuno aggiunge fari, targa e tutto ciò che serve per evitare che la polizia si arrabbi.
La base tecnica è una struttura spaceframe in alluminio sviluppata appositamente, mentre numerosi dettagli della carrozzeria sono stati concepiti pensando direttamente ai regolamenti GT3. Perfino il curioso portatarga posteriore, con le sue due protuberanze laterali, non è lì perché un designer abbia avuto una giornata particolarmente creativa: serve a modificare la lunghezza omologata dell'auto e consentire alla versione da gara di arretrare l'attacco dell’enorme ala posteriore.
Poi c’è l'argomento motore. Dimenticatevi per un momento downsizing, tre cilindri e assistenza elettrica utilizzata per salvare qualche grammo di CO₂. La GR GT monta un V8 4.0 biturbo, con le turbine posizionate al centro della V. È affiancato da un cambio automatico transaxle e da un sistema ibrido sviluppato per una ragione che ci piace molto più dei comunicati sulla sostenibilità: eliminare il turbo lag e rendere le cambiate ancora più rapide.

La potenza dovrebbe aggirarsi intorno ai 650 CV, anche se Toyota non ha ancora svelato tutti i numeri. E forse è meglio così. Perché quando un'auto nasce con l’obiettivo dichiarato di vincere in pista, sapere quanti secondi impiega da zero a cento diventa quasi irrilevante.
Il vero dato interessante, al momento, è un altro: 250 persone l’hanno già comprata senza nemmeno sapere tutto. E Toyota ha già fatto sapere che non aumenterà la produzione per soddisfare la domanda.
È una strategia curiosa nel 2026: costruire pochissime automobili, venderle a clienti scelti e rifiutarsi di produrne altre. Ma forse è proprio questo il punto. La GR GT non vuole essere semplicemente una supercar da 220.000 dollari. Vuole essere una di quelle automobili che, quando finalmente la vedremo passare, ci farà pensare una cosa molto semplice: quella non la rivedrò mai più.